================== AIFAnewsletter n. 225 anno XIII del 20/06/2015 ================== Notiziario sul Deficit d’Attenzione ed Iperattività, disturbi e problematiche ad esso correlati, diffuso dall’Associazione Italiana Famiglie ADHD. |
|
In questo numero:
1. EVENTI
|
|
2. VARIE
|
|
3. LETTURA PER L’ESTATE
|
|
4. RASSEGNA STAMPA
|
|
1. EVENTI | |
23 giugno 2015 Vallecrosia (IM) |
“Conoscere l’ADHD” |
AIFA Onlus insieme al Comune di Vallecrosia invita le famiglie e gli insegnanti ad un incontro informativo sull’ADHD con la partecipazione del prof. Francesco Benso. La conferenza sarà introdotta dalla Referente AIFA Onlus di Imperia Monica Conversano, e dalla Referente AIFA Onlus di Cuneo Cinzia Corradi.
L’appuntamento è per le ore 16,00 presso il Teatro Oratorio Don Bosco di Vallecrosia (IM). Ingresso gratuito. Per informazioni contattare referente.imperia@aifa.it |
|
28 giugno 2015
Benevento
|
“ATTENTI….si volaaaa” |
Domenica 28 GIUGNO 2015 sullo sfondo della “Dormiente del Sannio”Aeroclub Gen. Nicola Collarile. Contrada Olivola Benevento Anche quest’anno, AIFA Campania organizza una giornata per le famiglie a conclusione dell’anno scolastico. Dopo l’esperienza della vela ora tocca al volo. Una giornata all’insegna dello stare insieme, per vivere le splendide emozioni del volo. Per informazioni contattare Massimo Micco – tel. 335.599.1894 – referente.campania@aifa.it Programma: |
|
giugno/settembre 2015
Marina di Massa (MS) |
CAMPUS ESTIVO ADHD “Family Training” |
Il Campus ADHD “FAMILY TRAINING” è un percorso psico-educativo con taglio clinico in cui si offre al bambino con ADHD e ai suoi genitori la possibilità di seguire training loro dedicati in una situazione privilegiata che permette ai due tipi di intervento di essere coordinati. All’interno del Campus la famiglia e il bambino possono inoltre confrontarsi in attività congiunte e iniziare a mettere in pratica quanto appreso nei percorsi psico-educativi.
Destinatari Obiettivi Attività terapeutico/riabilitative
Costi Condizioni Per informazioni è possibile contattare la segreteria della Casa per Ferie “Sacro Cuore” di Marina di Massa dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 17.00, al seguente numero di telefono: 0585240084. Indicazioni per il bonifico: Consorzio Zenit Coop Soc. Cons. arl. Banco Popolare – IBAN IT 79 Y 05034 38100 000000188791. Località |
|
30 ottobre 2015
Milano |
Corso MEDUSA (MEDicina Utenti SAlute in rete): Navigare informati per una partecipazione consapevole: “Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD)” |
Corso MEDUSA (MEDicina Utenti SAlute in rete)
Navigare informati per una partecipazione consapevole: “il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD)” (come valutare le fonti di informazione e giudicare le opinioni su diagnosi e trattamento dell’ADHD) Milano – 30 ottobre, ore 9,00 Organizzato da Istituto Superiore di Sanità (ISS), Servizio di Psicologia dell’Apprendimento e dell’Educazione in Età Evolutiva (SPAEE), Università Cattolica Destinatari: Obiettivi generali: Obiettivi specifici:
Bozza di Programma:
Per informazioni contattare alessandro.antoniett@unicatt.it |
|
2. VARIE | |
LEDHA (Lega per i Diritti delle persone con disabilità): Alunni con disabilità, si muove il Consiglio regionale della Lombardia.
Approvata una mozione che impegna la Giunta a intervenire per “salvaguardare la continuazione dei servizi fino ad ora erogati dalle Province”. Fontana (LEDHA): “Buona notizia, noi continueremo a vigilare”. A seguito dell’appello lanciato da LEDHA nei giorni scorsi , martedì 9 giugno il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità una mozione con cui impegna la Giunta a intervenire per tutelare il diritto all’istruzione degli alunni e studenti con disabilità. Nello specifico, si chiede alla Giunta regionale di “mettere in atto le strategie più opportune per salvaguardare la continuazione dei servizi fino ad ora erogati dalle Province, assicurando il diritto allo studio di tutti i bambini e ragazzi con disabilità per l’anno scolastico 2015–2016”. “Dal Pirellone è arrivata una buona notizia – commenta Alberto Fontana, presidente di LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità -. Ma restiamo in attesa di un riscontro anche da parte delle altre istituzioni coinvolte. Per questo continueremo a vigilare e a fare pressione fino a quando non saremo certi che, a settembre, tutti i bambini e i ragazzi con disabilità siederanno in classe assieme ai loro compagni”. “I segreti del cervello degli ADHD” “Secrets of the ADHD Brain” (by William Dodson, M.D.) Articolo pubblicato su ADDitudeMag.com e tradotto per gentile concessione di ADDitude a cura di Monica Conversano, Referente AIFA Onlus Imperia. www.additudemag.com/ADHD/article/10117.html I SEGRETI DEL CERVELLO DEGLI ADHD Molte persone sono neurologicamente attrezzate per determinare ciò che è importante e trovare motivazione nel farlo, anche quando non provano alcun interesse. Poi ci sono gli altri che hanno un deficit dell’attenzione L’ADHD è una condizione che confonde, che si contraddice, inconsistente e frustrante. Stravolge le persone che devono conviverci. I criteri diagnostici che sono stati utilizzati negli ultimi 40 anni lasciano tuttavia il dubbio e si chiedono se in realtà posseggono tali condizioni o no. Coloro che emettono la diagnosi hanno una lunga lista di sintomi da cui attingere e controllare. Il manuale diagnostico e statistico dei disordini mentali elenca 18 criteri e un’altra lista cita almeno altri 100 tratti. I professionisti, come me, hanno cercato di costruire un modo più semplice e chiaro per comprendere le anomalie dell’ADHD. Abbiamo cercato di creare una linea più chiara, che definisca le condizioni, che spieghi la fonte delle anomalie e dia una direzione su cosa fare. Il mio lavoro nell’ultimo decennio ha rivelato che ci siamo persi qualcosa d’importante sulla fondamentale natura dell’ADHD. Sono ritornato dagli esperti delle condizioni – il centinaio di persone e le loro famiglie con cui ho lavorato e che avevo diagnosticato – per confermare la mia ipotesi. Il mio obiettivo era quello di cercare le peculiarità che ciascun ADHD possiede e che le persone neurotipiche non hanno. L’ho trovato. Esso è il sistema nervoso proprio degli ADHD, una speciale ed unica creazione che regola attenzione ed emozione diversamente rispetto a coloro che non posseggono la condizione. (…)
|
|
3. LETTURA PER L’ESTATE | |
Lettura per l’estateconsigliata ai ragazzi e loro genitori che combattono anche con la dislessia: “Demone Bianco” di Giacomo Cutrera La dislessia raccontata da Giacomo, dislessico diagnosticato a 14 anni e ora laureato in ingegneria, membro del comitato giovani AID. Come assaggio vi riportiamo qui le prime parole del libro che è di facile lettura e comprensione anche tutti i ragazzi con ADHD che faticano a leggere: “Come noterete questo libro è scritto in modo poco convenzionale: i caratteri sono più grandi della norma, l’interlinea è più robusto e non è stata utilizzata la forma giustificata. Queste sono scelte motivate da una forte volontà di rendere questo testo il più leggibile possibile. I caratteri più grandi mostrano come un libro non sia un ostacolo insormontabile. Leggendo il racconto potreste pensare che questa scelta sia spinta da una volontà di rendere il testo più leggibile per i dislessici, ma non è solo questo il punto. Un formato più leggibile è un aiuto non solo per chi è dislessico, ma per tutti. ….. buona lettura !!!” |
|
4. RASSEGNA STAMPA |
|
Gli Speciali di Intimità pag.97/98 · 01-06-2015 |
Alcune persone sono più distratte di altre? |
CURIOSITÀ …alcune persone sono più distratte di altre? La distrazione potrebbe essere considerata la malattia del secolo, una vera e propri epidemia. Ogni giorno siamo sommersi da un fiume di telefonate, sms, email, Internet, centinaia di giornali e di programmi televisivi pieni di notizie e programmi interessanti, una girandola di relazioni interpersonali e lavorative, tanti problemi irrisolti, un’enorme vastità di informazioni anche inutili che comunque vanno gestite e catalogate. «Tutto questo ci allontana dalle cose importanti, impedendoci di concentrarci, spiega il professor Antonio Malgaroli, Responsabile dell’Unità Neurobiologia dell’Apprendimento IRCCS Ospedale San Raffaele e Docente dí Fisiologia Umana presso l’Università Vita-Salute San Raffaele. Ma questa “dìstraibilità”, che varia da individuo a individuo e che peggiora con l’età, viene da lontano. Il nostro cervello nasce per identificare le novità per cui tutto ciò che è già presente nel nostro spazio vitale scompare. Solo le variazioni raggiungono la soglia della coscienza, attraggono la nostra attenzione e quindi “distraggono”. Nella preistoria questa”distraibilità” era molto importante perché, in un mondo pieno di pericoli, permetteva all’uomo di evitarli. Oggi, al contrario, la distraibilità è troppo spesso un nemico, la concentrazione costa fatica, è una risorsa limitata del nostro cervello e, se la perdiamo anche solo per un minuto, riacquisirla richiede poi tempo ed energie. Così le idee, la comprensione di un problema, un ricordo, finiscono in un attimo per svanire. La distrazione nasce in una parte anteriore del nostro cervello che si chiama corteccia prefrontale, a livello della sua zona di mezzo o mediale. Quando questa zona si accende veniamo distratti, quando invece si spegne la nostra attenzione si focalizza su di un obiettivo ben preciso. La sua accensione è causata dagli stimoli sensoriali esterni o da stimoli interni, per esempio un problema irrisolto. Inevitabilmente questo processo varia molto da individuo a individuo e in certi casi può sfociare in una patologia. Se la corteccia prefrontale mediale si accende in modo eccessivo, la vita finisce per frammentarsi come succede nella sindrome da deficit di attenzione o iperattività. Oppure può anche essere troppo spenta. Quando si pensa a uno studioso focalizzato su un problema irrisolvibile, ci immaginiamo un personaggio impacciato, con scarse capacità relazionali, che vive in un mondo tutto suo. Qualcosa di simile succede nell’autismo dove quest’area corticale sembra proprio essere disattivata». |
|
Focus.it del 14-06-2015 |
Dislessia: un gene per la diagnosi precoce |
Uno studio italiano ha scoperto una alterazione genetica alla base di una particolare forma di dislessia, che crea difficoltà anche lontano dai libri. Uno strumento in più per affrontare il problema. Una ricerca tutta italiana ha individuato un legame tra dislessia, un’alterazione a carico del gene DCDC2 e un deficit specifico di percezione visiva. Lo studio pubblicato sul prestigioso The Journal of Neuroscience potrebbe costituire il primo passo per elaborare forme di diagnosi precoce per un disturbo che, oggi, viene diagnosticato (nei casi più fortunati) soltanto tra i banchi di scuola. La ricerca è stata condotta da Guido Marco Cicchini, dell’Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa, Maria Concetta Morrone dell’Università di Pisa e Daniela Perani dell’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano. Il gene interessato. Il DCDC2, che gioca un ruolo fondamentale durante lo sviluppo embrionale del cervello, fa parte di una ristretta famiglia di geni le cui alterazioni sono associate a dislessia. Le varianti a carico di questo gene sono presenti in circa il 20% dei soggetti dislessici, nei quali, in questa ricerca scientifica, «sono state osservate alterazioni psicofisiche nella percezione del movimento legate a probabili modifiche anatomiche di sistemi visivi fondamentali anche alla lettura» dice Daniela Perani, tra gli autori. I test. I ricercatori hanno studiato un gruppo di soggetti con dislessia portatori di questa particolare alterazione genetica. «Mentre in alcuni test questi ragazzi dislessici avevano performance simile ai controlli di pari età, nei test in cui bisognava giudicare il movimento di alcune barrette molto sottili sullo schermo presentavano invece un grave deficit: talvolta, addirittura rispondevano a caso» spiega Cicchini. «Soggetti dislessici non portatori di questa alterazione genetica, al contrario, eseguivano il compito abbastanza bene». Problemi al volante… «Questi soggetti – chiarisce Morrone – sono “ciechi” al movimento; riconoscono la forma e l’orientamento dell’oggetto, ma non riescono a giudicare la direzione del movimento (per esempio, il senso di marcia di una bicicletta in un paesaggio che scorre). In questi casi, alla dislessia potrebbe contribuire un deficit visivo molto più di base che potrebbe generare grosse difficoltà nella lettura e non solo: molti di questi ragazzi, anche se hanno la patente, non vogliono guidare. … e sui libri. «Se consideriamo poi – aggiunge Cicchini – che tutto il testo scritto è composto da tratti e linee molto sottili, e che muoviamo continuamente gli occhi sul testo per leggerlo, ci rendiamo conto come saper distinguere bene le righe sottili sia fondamentale per la lettura». Diagnosi tempestive. La scoperta potrebbe risultare fondamentale anche «per la corretta e precoce classificazione dei vari tipi di dislessia: prima si identificano, prima c’è speranza di intervenire con strategie efficaci per rafforzare la percezione visiva» conclude Morrone. «Ora la dislessia si scopre solo quando un ragazzo ha difficoltà di lettura, a 6-7 anni. In futuro, combinando test genetici e percettivi, si potrebbe individuare il deficit anche a un anno e mezzo, due anni». «Per eventuali test psicofisici diagnostici, su questo disturbo nello specifico – dice Perani – occorreranno altre ricerche, ma la strada è quella giusta». |
|
Il Messaggero pag.33 · 17-06-2015 |
ADHD per 2 milioni di adulti in Italia |
IL DISTURBO una malattia molto spesso non riconosciuta e, quando diagnosticata, non curata a dovere. È l’ADHD, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività noto quando riguarda bambini, ma che spesso resta anche nel resto della vita. La malattia colpisce in Italia due milioni di persone. Gli adulti presentano, oltre ad una storia di scarso rendimento scolastico, difficoltà sul lavoro, un maggior rischio di incidenti stradali, ansia e divorzi. Di questo si è parlato a Brescia in un convegno organizzato dalla cattedra di Psichiatria dell’università di Brescia con la Società italiana di Psichiatria, durante il quale è stato costituito l’Italian Board for Information and Study of adult ADHD. «L’ADHD nell’ adulto spiega Emilio Sacchetti, presidente della Società italiana di Psichiatria rappresenta una sorta di “Cenerentola” tra le diagnosi psichiatriche. Anche se per le cure si hanno a disposizione varie opzioni di tipo farmacologico e psicoterapico». |